La ragione aveva torto

di annixedda

La storia di oggi è la storia di ieri. E’ sempre la stessa storia.

E’ la storia del “Te l’avevo detto”.

Lei si chiama Cassandra. Il suo non è un “te l’avevo detto” saccente ma la disperata consapevolezza del profeta a cui nessuno crede. Sa che la distruzione arriverà e non può fare niente per fermarla. Nei suoi occhi, le fiamme di una città che brucia già, le sue parole impotenti suonano come il verso dell’uccello del malaugurio. Ma lei non augura, sa.

E poi la distruzione arriva, le donne vengono fatte schiave, i bambini scagliati giù dalle mura. Niente di strano, è la guerra, e i vinti periscono. Il cavallo ha espugnato Troia, non c’è speranza per nessuno.

Arriva la distruzione, arriva la punizione, se questa frustrazione non è un annientamento sufficiente. Vittima dell’atroce gelosia di un’altra donna. I profeti vedono anche la propria fine.

E non c’è niente che si possa fare.

Tra le altre, vi consiglio la Casssandra dell’Agamennone di Eschilo, e delle Troiane di Euripide.

E poi godetevi questa con la voce Elisabetta Pozzi: attuale quanto fedele nello spirito. Il titolo del post non è mio ma viene da lì.

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