Sono solo scuse (e alcune note di metodo)

di annixedda

Ok, sono indietro con i post. C’è un post arretrato di cui ho ormai quasi perso memoria, e c’è una quantità di storie annunciate e non scritte.

Incrocio le dita e prometto: porterò tutto in pari prima della fine delle ferie e poi non perderò più un colpo.

Un buon proposito, destinato a morire in partenza, e mi sono chiesta se valga la pena mantenere una scadenza quotidiana: a che pro procurarmi infinite giornate di ritardo? E anche quando riesco, sfornare un post al giorno non produrrà solo sproloqui del tutto banali e privi di interesse?

Le risposte che mi sono data sono le seguenti:

il blog nasce come un esercizio, ha senso se forza il mio limite. Alcune delle cose che ho scritto su questo blog con più piacere sono nate proprio da giornate in cui mi pareva di non avere assolutamente niente da dire. L’ho trovato. E ho trovato anche il tempo.

Il blog è giovane, e si propone di durare fino alla fine dell’anno. C’è tempo per organizzare una rotazione delle categorie, prendere il ritmo nella scrittura, diventare meno imbranata con WordPress. Non ho fretta di avere un blog “perfetto”, il suo scopo è fare esercizio (con l’aiuto di chi vorrà leggere e commentare i miei post).

Perciò vado avanti, ma:

1) non scandalizzatevi: modifico i post più volte. In particolare, modifico a mio piacimento la data di pubblicazione, in modo da farla coincidere il più possibile con il momento in cui ho deciso cosa scrivere. Per ridurre al massimo la quantità di falsificazione che questo necessariamente comporta, proverò a pubblicare almeno il titolo, da completare con il post appena riesco.

Allo stesso modo, mi capita di scrivere in anticipo e programmare la pubblicazione: un ottimo sistema per non trovarmi ad aggiornare il blog ad ore decisamente piccole (anche se a volte sono le migliori per la scrittura di getto) e più corretto del sistema precedente, che cercherò di abbandonare in favore di questo.

2) Finora, quando non ho avuto molto tempo ho pubblicato link o storie altrui. Aggiungiamo a queste categorie quella delle scuse fantasiose: direi che queste rientrano a pieno titolo nella definizione di “storie”.

3) Autobiografia portami via: altro buon proposito, quello di far scendere un po’ il numero di post della categoria Quotidiana Vita. O a furia di sentire Io Io Io potreste convincervi di avere a che fare con un asino.

E’ tutto. Buona lettura se resisterete.

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