Ed io sono dentro ad un film

di annixedda

Pioggia, parecchia, e umido ovunque.

Acqua sopra e sotto… ma questa è Venezia. Venezia d’agosto, di un giorno di pioggia, improvviso come un temporale. E il freddo si sente: sotto la magliettina troppo leggera; nei sandali che andavano bene ieri, bagnati fradici oggi.

Il battello si muove dentro Venezia. Venezia coi suoi monumenti, Venezia sempre uguale, nei secoli dei secoli, Venezia troppo piena eppure sempre più sola. Turisti passeggeri i suoi amanti; i suoi abitanti, i veneziani veri, sono madri gelose.

Si muove il battello sul Canal Grande: un attracco dietro l’altro, si procede a poco a poco. Continua salire, la gente, a scendere quasi per niente. A destra il Palazzo Ducale, l’antica gloria ancora sul mare, ancora lì a dominare. Si attracca, si parte: la barca naviga piano. Sempre più stretta, sempre più varia, più rumorosa l’umanità. Persone diventano gente, la gente diventa una folla.

Si sta stretti a bordo, si stringe la gente. Una folla, piccola e stretta, tutt’intorno a me, che intanto guardo fuori dal finestrino. San Marco, i giardini alla destra. Ma ecco, a sinistra… eccola enorme, bianca, nera, solenne, marmorea, rotonda, sublime, imponente Madonna della Salute, presenza sul grande canale, che incombe, che veglia, ammonisce, sorveglia. Il battello si muove, al rallentatore. L’immagine scorre davanti ai miei occhi, di colpo son sola, l’immagine scorre. E’ come la scena di un film. Scivola lenta, l’immagine, piano, ed io sono dentro ad un film.

(Inserito il 23 agosto 2013)

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