Re Mida ha le orecchie d’asino

di annixedda

Re Mida ha le orecchie d’asino è il titolo di un romanzo di Bianca Pitzorno. Lo rubo per parlare, appunto, di Re Mida.

Questa storia è – molto fugacemente – legata a quella dell’altroieri. Là erano i pomi delle Esperidi – d’oro – l’elemento risolutore. In questa, sono solo un cenno erudito che Ovidio si concede, un paragone prezioso per descrivere l’effetto del nuovo, sfortunatissimo potere che Re Mida ha chiesto e ottenuto.

E insomma c’è Mida, e c’è Bacco, che è un dio. Bacco gli concede un dono, insomma di esprimere un desiderio. E lui – genio – pensa di voler trasformare in oro tutto ciò che tocca. Bacco disapprova, ma ogni promessa è debito, e concede. Ovviamente Mida, passato lo stupore iniziale, rischia di morire di fame e di sete (ma non senza procurare stupore immenso alla sua corte). Come va a finire?

Che Mida pentitissimo chiede a Bacco di fare qualcosa: “Ti prego, toglimi a questo bellissimo male”. Che Bacco sia uno mite solo Ovidio (o chi per lui) poteva pensarlo, lui che nelle Baccanti fa staccare ad una madre la testa del figlio… Comunque Mida si salva.

Ma la storia non finisce così… Perché Mida, evidentemente non contento di aver fatto lo sbruffone impunemente una volta, decide di provarci una seconda.

C’è una gara tra Pan e Apollo: sarà superiore la zampogna o la cetra? La cetra, decreta il monte Tmolo e tutti approvano. Tutti tranne Mida. Che per non volere proprio mai dire una cosa a proposito, si ritrova con due belle orecchie d’asino. Molto glamour.

Ma ancora, la fine della storia non è questa. La fine della storia è l’avventura del servo, che tagliandogli i capelli le vede e sente di doverlo urlare ai quattro venti. “Re Mida ha le orecchie d’asino!” pensa, ma non dice. “Re Mida ha le orecchie d’asino!!!” pensa, e ancora si trattiene. Alla fine fa un fosso.

“RE MIDA HA LE ORECCHIE D’ASINO!!!” urla, finalmente… ma dentro al fosso, mantenendo il segreto.

Solo che se non lo urla ai quattro venti lui ci pensano le canne a farlo. Crescono sulla buca e sussurranno… “Re Mida ha le orecchie d’asino”…

 

Così, al tempo di Bacco si scavavano i fossi, oggi si aprono i blog. E qualche volta si urla ancora, meno spesso di quanto si vorrebbe.

 

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